Le origini

Diversi reperti archeologia fanno ritenere che il territorio comunale fosse abitato già nell'epoca romana, ipotesi confortata dalla presenza di strade romane e dalla constatazione che le campagne opítergine erano generalmente coltivate, per lo più da ex legionari, cui venivano concessi in premio dei lotti di terreno (centurie).

Probabilmente fu in quell'epoca che venne edificata a Stabiuzzo una cappella dedicata a San Maurizio (ufficiale della legione Tebea e martire in Gallia, nel 286, sotto l'imperatore Massinìiano); cappella soggetta ai presuli opitergini.

E' presumibile che il territorio comunale si sia spopolato al tempo delle invasioni barbariche ed ancor più dopo la distruzione di Oderzo, operata dai Longobardi.

E' da ritenersi che il territorio comunale abbia cominciato a ripopolarsi dopo il Mille, momento in cui in tutta la Marca Trevigiana si ebbe uno sviluppo della popolazione rurale per la riconversione all'agricoltura dei terreni inselvatichitisi.

Già allora probabilmente si formano gli abitati di Ormelle e di Roncadelle, sebbene occorra arrivare al 1193 per trovare il primo documento che ne citi esplicitamente l'esistenza.

Forse nell'XI secolo il territorio comunale dipendeva politicamente dai patriarchi di Aquileia, ma il possesso fu contrastato dai da Camino, allora potenti feudatari, e ancor più dal Comune di Treviso che nel XIII secolo vi estese il suo dominio. Così, sino al XV secolo il territorio fu soggetto a chi signoreggiava sulla città (da Romano, da Camino, dalla Scala e da Carrara) e venne spesso coinvolto tanto nelle guerre accese per detenere il potere in Trevíso quanto negli eventi bellici che opposero Treviso ad altre potenze.

In particolare il territorio comunale fu desolato nel 1368 dalle truppe di Carlo IV, imperatore di Boemia, che già nel 1358 lo aveva dato in feudo a Schenella conte di Collalto, e nel 1411 fu posto a sacco dalle truppe dell'imperatore Sigismondo di Boemia che vi avevano posto il campo.

Fa storia a sè la frazione di Tempio in quanto verso la fine del XII secolo (il più antico documento rinvenuto sulla località risale al 1193), vi posero una magione i Templari, che vi eressero anche una chiesa, dedicata a Santa Maria. Nel 1312 con l'abolizione di tale ordine la magíone passò all'ordine dei Cavalieri Ospitalieri, divenuti poi, nel 1530, Cavalieri di Malta.

Ecclesiasticamente Ormelle dipese dalla piccola chiesa di San Floriano, primo embrione della parrocchia di San Bartolomeo, mentre Roncadelle ebbe a centro della vita religiosa la chiesa di Santa Fosca, a seguito della distruzione della Pieve di Stabiuzzo ad opera del Piave.

Con il XV secolo, per l'assoggettamento della Marca Trevigiana alla Serenissima, il territorio comunale passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia.

Questa assicurò, salvo brevi eccezioni, circa quattro secoli di pace a Ormelle, Roncadelle e Tempio, che vissero la semplice esistenza dei centri agricoli.

E' da notarsi che allora i tre centri non formavano un solo comune, ma ciascun paese era autonomo rispetto agli altri sotto il profilo amministrativo, pur facendo parte della podesteria di Oderzo.

L'epoca fu purtroppo funestata da alluvioni del Piave, da carestie e da pestilenze: la più drammatica quella del 1630-1631, che spopolò Il paese. Nel 1776 la popolazione contava 1506 abitanti: 685 a Ormelle, 534 a Roncadelle e 287 a Tempio.

Spentasi la Repubblica di Venezia (1797) quest'area, come tutta la regione, fu soggetta alle milizie rivoluzionarie francesi che non solo effettuarono pesanti requisizioni, ma compirono soprusi e spogliarono le chiese d'ogni oggetto prezioso.

Nel 1798 giunsero gli austriaci, per l'inclusione del Veneto nell'Impero d'Austria, stabilito dal trattato di Campoformido, mentre con la pace di Presburgo (1805) Ormelle entrò a far parte del nuovo Regno d'Italia, con a sovrano Napoleone.

Questi diede un nuovo assetto amministrativo al Veneto dividendolo in Comuni e Dipartimenti (equivalenti alle odierne Provincie). Per più decreti, Ormelle, Roncadelle e Tempío divennero tre comuni autonomi, furono fusi in un solo comune e vennero declassatì a frazione di Oderzo. La situazione venne normalizzata dopo la nascita del Regno Lombardo-Veneto, voluto dal Congresso di Vienna nel 1815, con la creazione del Comune di Ormelle.

Ed il Comune di Ormelle restò, nella veste attuale, anche dopo il 1866, anno in cui il Veneto si ricongiunse alla Patria.

L'ultímo scorcio del secolo scorso vide un costante sviluppo del Comune, frustrato inesorabilmente dalla Grande Guerra.

Infatti nell'autunno del 1917 la rotta di Caporetto impose l'arretramento del fronte sulla linea Montello-Piave, per cui Ormelle non solo si trovò ad essere fra i comuni invasi dal nemico, ma fra quelli posti dagli eventi bellici in prima linea.

La popolazione dovette essere evacuata, mentre il paese subì devastazione tali che, al loro rientro a vittoria avvenuta, nel 1919, gli abitanti trovarono solo macerie.

Volontà e tenacia segnarono una immediata rinascita, che tuttora continua.